Pur essendo state effettuate varie analisi delle aree rurali in molti Paesi, non esiste una definizione internazionalmente condivisa di “area rurale”; la Commissione ha adoperato la metodologia OECD (Organisation for Economic Cooperation and Development) che è l’unica riconosciuta a livello internazionale, anche se da più parti viene criticata in quanto riflette in modo imperfetto le caratteristiche delle aree rurali, in particolare di quelle ad elevata densità abitativa.
La metodologia in esame si basa sulla densità di popolazione: sono considerate rurali le unità locali che registrano una densità di popolazione inferiore a 150 ab./km². Pertanto le regioni rientrano in una delle tre seguenti categorie:
Poiché si tratta di una metodologia a base censuaria, i dati sono raccolti in genere ogni 10 anni.
Nell’Ue a 25 le aree rurali (regioni prevalentemente rurali e regioni intermedie) rappresentano il 92% del territorio e il 19% della popolazione. Le aree rurali sono particolarmente importanti in termini di territorio. Riguardo agli Stati membri, si va da quelli a caratterizzazione urbana (Paesi Bassi, Belgio, Malta) a quelli prevalentemente rurali (Irlanda, Svezia, Finlandia, Slovenia), ma la maggior parte si collocano a livello intermedio (Repubblica Ceca, Slovacchia, Lussemburgo, Estonia, Cipro). Vedi cartina n.1 e 2
Nella maggior parte delle aree rurali, la caratteristica principale è la scarsa densità abitativa; nell’Ue a 25, essa va dai 38 ab./km² nelle aree prevalentemente rurali ai 632 ab./km² in quelle prevalentemente urbane. Vedi cartina n. 3
Nelle aree rurali dell’Ue a 25 il reddito pro-capite nelle aree urbane è inferiore di ¼ rispetto alla media e tende ad aumentare nelle aree con caratteristiche urbane. Il fenomeno è ancora più evidente nei nuovi Stati membri, dove il redito pro-capite è pari alla metà della media Ue. Vedi tabelle n. 1 e 2.
Con circa 9,8 milioni di occupati nel 2002 nell’Ue a 25, il settore primario (agricoltura, caccia, pesca e silvicoltura) rappresenta una parte importante dell’economia europea in termini di occupazione: il 5% nell’Ue a 25, il 12% nei nuovi Stati membri (18% in Lituania e Polonia), più di ¼ in Bulgaria e più di 1/3 in Romania. Vedi cartina n. 4
Nell’Ue a 25, l’88% dei 9,9 milioni di aziende agricole e l’89% della superficie agricola si trovano in aree rurali (nelle aree prevalentemente rurali si trovano il 33% delle aziende e il 23% della superficie). Ciò significa che in alcuni Stati membri (Belgio, Paesi Bassi, Malta, ma anche Regno Unito, Germania, Francia, Spagna) una parte significativa di attività agricole si svolge in aree designate come “urbane”.
A riguardo, va detto che si sta attuando un processo di diversificazione dell’economia nelle aree urbane rispetto all’agricoltura. Infatti:
Una delle maggiori potenzialità in termini di sviluppo economico delle aree rurali è costituito dal turismo: infatti, ¾ dei posti letto sono situati in aree rurali. (vedi cartina n. 6)
Il tasso di migrazione è più basso nelle aree prevalentemente rurali (2,7%) rispetto a quelle prevalentemente urbane (4,8%); ciò significa che le aree rurali sono considerate luoghi ottimali per vivere, soprattutto in virtù delle condizioni climatiche.
In realtà il maggiore problema in molte aree rurali resta l’isolamento: in tale prospettiva, il potenziale umano è il fattore chiave per lo sviluppo delle aree rurali: nell’Ue a 25 il 70% della popolazione ha un grado d’istruzione medio-alto (vedi cartina n. 7), con variazioni tra gli Stati membri. In molti paesi, il tasso d’istruzione è più basso nelle zone rurali rispetto a quelle urbane: l’apprendimento lungo l’arco della vita costituisce una valida soluzione a questo problema. Esso è largamente diffuso nel Regno Unito e nei Paesi Scandinavi dove più del 20% degli adulti ha partecipato a programmi di apprendimento lungo l’arco della vita nel 2004. (vedi cartina n. 8)
Nelle seguenti cartine, viene illustrata la estensione delle aree rurali nell’Ue a 25, sia a livello NUTS-2 sia a livello NUTS-3.
Cartina n. 1

Cartina n. 2

Nella seguente cartina viene illustrata la situazione demografica nell’Ue a 25, prendendo in considerazione 5 tipologie di aree, a seconda del numero di abitanti per km². Come si vede, la maggiore densità si ha nelle zone urbane e peri-urbane.
Cartina n. 3

Nelle seguenti tabelle, il reddito pro-capite per ogni Stato membro è riferito alle aree prevalentemente urbane (PU), intermedie (IR) e prevalentemente rurali (PR), sia a livello NUTS-3 sia a livello NUTS-2. La media del reddito pro/capite dell’Ue a 25 è = 100. I dati sono riferiti al 2001.
| Tabella n. 1 – NUTS 3 | ||||
| PAESE | PR | IR | PU | MEDIA NAZIONALE |
Belgio |
72,9 | 80,7 | 123,7 | 116,9 |
Rep. Ceca |
52,5 | 55,9 | 147,2 | 66,2 |
Danimarca |
109,1 | 108,2 | 164,3 | 125,1 |
Germania |
80,8 | 84,7 | 129,9 | 110,1 |
Estonia |
31,4 | 49,8 | 27,2 | 44,9 |
Grecia |
71,5 | 73,0 | 79,0 | 74,6 |
Spagna |
71,9 | 85,3 | 113,0 | 92,9 |
Francia |
88,8 | 100,6 | 152,0 | 113,8 |
Irlanda |
112,7 | 171,0 | 129,6 | |
Italia |
90,7 | 99,3 | 123,2 | 110,4 |
Cipro |
85,7 | 85,7 | ||
Lettonia |
22,7 | 25,9 | 65,4 | 37,3 |
Lituania |
31,8 | 47,6 | 40,6 | |
Lussemburgo |
214,6 | 214,6 | ||
Ungheria |
40,6 | 48,0 | 116,1 | 56,2 |
Malta |
74,8 | 74,8 | ||
Paesi Bassi |
97,3 | 110,7 | 125,2 | 122,6 |
Austria |
93,0 | 134,7 | 168,7 | 123,0 |
Polonia |
36,4 | 38,8 | 73,9 | 45,9 |
Portogallo |
57,0 | 62,3 | 92,9 | 77,0 |
Slovenia |
62,9 | 93,0 | 74,4 | |
Slovacchia |
41,7 | 41,3 | 112,2 | 49,4 |
Finlandia |
95,7 | 144,4 | 114,0 | |
Svezia |
104,9 | 140,8 | 116,9 | |
Regno Unito |
79,5 | 97,4 | 124,4 | 115,6 |
Bulgaria |
23,9 | 24,3 | 51,2 | 28,1 |
Romania |
21,1 | 26,8 | 58,8 | 26,9 |
UE 25 |
72,1 | 86,2 | 123,9 | 20 478 pps |
UE 15 |
87,1 | 96,1 | 126,7 | 109,6 |
Nuovi Stati Membri |
38,2 | 47,0 | 86,2 | 51,1 |
UE 27 |
64,5 | 82,3 | 122,8 | 95,5 |
Nota: per la Francia sono stati considerati anche i territori oltreoceano.
pps = purchasing power standard, potere d’acquisto standard, che l’Eurostat utilizza come unità di misura per il confronto di variabili monetarie tra paesi. I PPS indicano per ciascun paese le unità di valuta nazionale necessarie ad acquistare uno stesso paniere di beni e servizi.
| Tabella n. 2 – NUTS 2 | ||||
| PAESE | PR | IR | PU | MEDIA NAZIONALE |
Belgio |
82,9 | 86,0 | 123,2 | 116,9 |
Rep. Ceca |
55,7 | 147,2 | 66,2 | |
Danimarca |
125,1 | 125,1 | ||
Germania |
95,8 | 100,5 | 122,3 | 110,1 |
Estonia |
44,9 | 44,9 | ||
Grecia |
72,1 | 72,2 | 79,0 | 74,6 |
Spagna |
69,0 | 80,7 | 110,2 | 92,9 |
Francia |
90,4 | 101,9 | 148,8 | 113,8 |
Irlanda |
93,6 | 142,6 | 129,6 | |
Italia |
89,8 | 103,9 | 120,1 | 110,4 |
Cipro |
85,7 | 85,7 | ||
Lettonia |
37,3 | 37,3 | ||
Lituania |
40,6 | 40,6 | ||
Lussemburgo |
214,6 | 214,6 | ||
Ungheria |
38,7 | 48,5 | 89,7 | 56,2 |
Malta |
74,8 | 74,8 | ||
Paesi Bassi |
109,1 | 124,9 | 122,6 | |
Austria |
104,2 | 122,2 | 175,4 | 123,0 |
Polonia |
38,5 | 48,7 | 50,6 | 45,9 |
Portogallo |
63,7 | 63,6 | 110,9 | 77,0 |
Slovenia |
74,4 | 74,4 | ||
Slovacchia |
41,4 | 112,2 | 49,4 | |
Finlandia |
114,0 | 114,0 | ||
Svezia |
104,9 | 139,0 | 116,9 | |
Regno Unito |
77,7 | 100,7 | 123,5 | 115,6 |
Bulgaria |
24,1 | 39,0 | 28,1 | |
Romania |
21,8 | 26,6 | 56,0 | 26,9 |
UE 25 |
74,1 | 90,2 | 120,6 | 20 478 pps |
UE 15 |
91,9 | 100,5 | 123,1 | 109,6 |
Nuovi Stati Membri |
42,3 | 49,2 | 78,3 | 51,1 |
UE 27 |
61,7 | 87,7 | 119,8 | 95,5 |
Nota: per la Francia sono stati considerati anche i territori oltreoceano.
pps = purchasing power standard, potere d’acquisto standard, che l’Eurostat utilizza come unità di misura per il confronto di variabili monetarie tra paesi. I PPS indicano per ciascun paese le unità di valuta nazionale necessarie ad acquistare uno stesso paniere di beni e servizi.
Nella cartina vengono evidenziate 5 tipologie di aree, a seconda della percentuale di occupati nel settore primario.
Cartina n. 4

Nella cartina si individuano 5 tipologie di aree a seconda della percentuali di proprietari/gestori di aziende agricole che svolgono altre attività economiche.
Cartina n. 5

La cartina prende in considerazione la concentrazione di posti letto nelle varie strutture ricettive.
Cartina n. 6

Si evidenziano 5 tipologie di aree a seconda della percentuale di adulti con un grado d’istruzione medio-alto.
Cartina n. 7

La cartina individua 5 tipologie di aree a seconda della percentuale di adulti che hanno partecipato nel 2004 a programmi di apprendimento lungo l’arco della vita.
Cartina n. 8
