L'approccio strategico si sostanzia nella redazione di un documento da parte della Commissione approvato con decisione del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2006 denominato “Orientamenti Strategici Comunitari” che prevede le priorità strategiche comunitarie per il periodo di programmazione 2007-2013 e costituisce la base del “Piano Strategico Nazionale” redatto dagli Stati membri, a prescindere dalla scelta di applicare la politica di sviluppo rurale a livello nazionale o regionale. Il terzo elemento è costituito dalla “Sorveglianza Strategica”, mediante la quale la Commissione intende verificare che le azioni poste in essere nei PSR siano coerenti con le priorità strategiche regionali, nazionali e comunitarie. Dal punto di vista operativo, per la prima volta nel 2010 ed entro il 1° ottobre ogni 2 anni ogni Stato membro presenta alla Commissione una relazione di sintesi sullo stato di attuazione del proprio PSN, dei suoi obiettivi e del loro contributo alla realizzazione degli obiettivi degli Orientamenti strategici sulla base dei rapporti annuali di esecuzione dei PSR. Per la prima volta nel 2011 e successivamente ogni 2 anni la Commissione presenta una relazione che sintetizza i principali sviluppi, tendenze e sfide legati all'attuazione dei PSN e degli OSC basato sulle relazioni di sintesi degli SM.
| Orientamenti strategici Comunitari (OSC) | Stabiliscono il quadro per la preparazione e l'implementazione della programmazione. Fissano le priorità strategiche di ciascun asse prioritario a livello dell'Unione. |
| Piano Strategico Nazionale (PSN) | Garantisce la coerenza del sostegno comunitario con gli Orientamenti strategici; assicura il coordinamento tra le priorità comunitarie, nazionali e regionali. Ogni piano comprende:
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Il partenariato, inteso come stretta concertazione tra tutti i portatori di interessi, diventa elemento chiave e imprescindibile di una buona ed efficace governance della politica di sviluppo rurale, in ogni momento del ciclo di programmazione.
Il partenariato deve essere percepito ed attuato da parte delle amministrazioni e delle parti economiche e sociali coinvolte, come il metodo privilegiato di programmazione e attuazione della politica di sviluppo rurale. Esso si adatta perfettamente alla politica di sviluppo rurale permettendo a tutti gli attori che operano nel territorio rurale di partecipare attivamente e di condividere gli obiettivi di sviluppo sin dalla fase di individuazione della strategia. Il partenariato va pertanto vissuto e attuato in tutte le fasi della programmazione e non solo nella fase operativa, come è spesso accaduto nel periodo di programmazione 2000-2006.
Lo sviluppo rurale ha nelle forze sociali economiche, politiche, ambientali che operano in un dato territorio il suo punto di forza e si realizza solo attraverso un partenariato consapevole e forte, incentrato su progetti di sviluppo concreti e basato su fiducia reciproca e dialogo.
Il partenariato apre e realizza una rete di relazioni verticali e orizzontali, istituzionali e socioeconomiche da valorizzare all’interno delle Reti Nazionali e nella Rete Europea per lo sviluppo rurale prevista dalla nuova regolamentazione comunitaria.
Gli obiettivi della politica di sviluppo rurale 2007-2013 sono enunciati dal regolamento (CE) n. 1698/2005:
Il regolamento (CE) n. 1698/2005 stabilisce che i 3 obiettivi sono perseguiti mediante 4 assi prioritari:
L'asse 1 è articolato nei seguenti obiettivi specifici:
- Promuovere la conoscenza e sviluppare il potenziale umano;
- Ristrutturare e sviluppare il capitale fisico e promuovere l'innovazione;
- Migliorare la qualità della produzione e dei prodotti agricoli;
A questi si aggiunge un obiettivo specifico per i nuovi Stati membri, nei quali l'agricoltura si trova spesso in condizioni di semi-sussistenza ed è necessario promuovere la creazione di gruppi di produttori.
L'asse 2 comprende 2 obiettivi specifici:
- Uso sostenibile dei terreni agricoli;
- Uso sostenibile dei terreni forestali.
L'asse è articolato in 2 obiettivi specifici relativi a qualità della vita e diversificazione dell'economia rurale, ai quali si aggiungono una misura per la formazione e informazione degli attori dello sviluppo e una misura di animazione e acquisizione di competenze.
L'asse 4 è definito come un asse a carattere “metodologico”, che comporta l'attuazione dell'approccio “Leader” alla programmazione dello sviluppo rurale, riprendendo i principi che hanno caratterizzato l'iniziativa comunitaria LEADER+.
L'approccio LEADER comprende almeno i seguenti elementi:
- Strategie di sviluppo locale territoriali destinate a territori rurali ben definiti di livello subregionale
- Partenariato pubblico-privato sul piano locale
- Approccio bottom-up
- Concezione e attuazione multisettoriale della strategia
- Approcci innovativi
- Progetti di cooperazione
- Collegamento in rete di più partenariati locali
Il regolamento (CE) n. 1698/2005 riconosce anche la necessità di garantire una coerenza complessiva della programmazione della politica di sviluppo rurale nell'Unione. Pertanto, stabilisce che debba essere rispettato un certo equilibrio tra gli assi, prevedendo un contributo minimo comunitario per asse:
| Asse | Contributo finanziario minimo FASER |
| Asse1 | 10% |
| Asse2 | 25% |
| Asse3 | 10% |
| Asse4 | 5% L'importo LEADER contribuisce a formare le percentuali degli altri assi |
L'azione del fondo unico per lo sviluppo rurale (FEASR) prende la forma di piani di sviluppo rurale (PSR) chiamati ad attuare una strategia di sviluppo rurale tramite una serie di misure raggruppate secondo i 4 assi.
Ogni PSR, quindi, deve tradurre le priorità strategiche individuate negli Orientamenti Strategici Comunitari (OSC) e nel Piano Strategico Nazionale (PSN) nella realtà di riferimento – nel caso italiano quella regionale – per perseguire gli obiettivi stabiliti dal regolamento, che consistono in uno sviluppo sostenibile, armonico e competitivo dei territori rurali.
Ogni PSR deve contenere:
L'analisi SWOT della situazione e la strategia scelta per affrontarla;
La giustificazione delle priorità selezionate in base agli OSC e al PSN e l'impatto atteso in base alla valutazione ex ante;
Gli assi e le misure proposte e loro descrizione, inclusi gli obiettivi specifici verificabili e gli indicatori per controllare l'avanzamento, l'efficacia e l'efficienza del programma;
Un piano di finanziamento comprendente 2 tabelle:
Una ripartizione iniziale per misura del contributo comunitario, nazionale, regionale e privato;
Elementi informativi relativi a eventuali aiuti di Stato;
Informazioni relative alla complementarità con la PAC – I pilastro, con la politica di coesione e con lo strumento finanziario per la pesca;
Disposizioni relative all'attuazione del programma:
Il regolamento (CE) n. 1698/2005, a differenza di quanto accaduto in passato con il 1257/99, raggruppa le misure all'interno di ogni asse, individuando obiettivi specifici e indicando quali misure concorrono a realizzarli.
| ASSE | OBIETTIVI SPECIFICI | MISURE |
| ASSE I: miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale |
Promuovere la conoscenza e sviluppare il potenziale umano |
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| Ristrutturare e sviluppare il capitale fisico e promuovere l'innovazione |
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| Migliorare la qualità della produzione e dei prodotti agricoli (nuove misure introdotte dalla Riforma Fischler) |
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| Misure transitorie per i nuovi gli Stati membri entrati nell’Unione Europea a partire dal 1° maggio 2004 |
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| ASSE | OBIETTIVI SPECIFICI | MISURE |
| ASSE II: Miglioramento dell'ambiente e dello spazio naturale |
Uso sostenibile dei terreni agricoli |
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| Uso sostenibile delle superfici forestali |
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| ASSE | OBIETTIVI SPECIFICI | MISURE |
| ASSE III: Qualità della vita in ambiente rurale e diversificazione dell'economia rurale |
Diversificazione dell'economia rurale |
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| Miglioramento della qualità della vita |
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| Formazione e informazione: Formazione professionale e informazione per gli attori economici del territorio rurale | ||
| Acquisizione di competenze e animazione: Studi, informazione, formazione, promozione, attuazione di partenariati pubblco-privati | ||
| ASSE | OBIETTIVI SPECIFICI | MISURE |
| ASSE IV: Approccio LEADER |
Attuazione di strategie locali | |
| Cooperazione | ||
| Gestione dei Gruppi di Azione Locale (GAL), acquisizione di competenze e animazione sul territorio | ||
La programmazione integrata consiste nella definizione di appositi “pacchetti” di misure coerenti tra loro e in grado di raggiungere gli obiettivi prioritari di ciascun asse di intervento. Pertanto, va sostenuta la disposizione regolamentare e il dettato degli Orientamenti Strategici Comunitari (OSC) diretti non solo a garantire un adeguato equilibrio nell'allocazione delle risorse, ma soprattutto a favorire l'integrazione più ampia possibile tra assi, obiettivi e misure, l'unica in grado di realizzare a pieno e valorizzare l'approccio strategico.
Particolare priorità va data ad una politica di sviluppo rurale a favore dei giovani agricoltori, sia sotto il profilo strategico che dei contenuti anche attraverso la creazione di un apposito “Pacchetto Giovani”, vale a dire la creazione di un insieme di misure di sostegno e indirizzo all'interno della politica di sviluppo rurale, in grado di rispondere alle esigenze di sviluppo dell'impresa giovane sotto il profilo dell'insediamento e del consolidamento, degli investimenti, del valore aggiunto aziendale, dell'ambiente, del territorio, dei servizi, dell'accesso al credito e al capitale fondiario.
Il “Pacchetto” rappresenta uno strumento fondamentale per il mantenimento di un settore agricolo europeo sostenibile, multifunzionale e diversificato nel lungo periodo e di conseguenza rappresenta anche uno strumento imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo nelle aree rurali.
Una delle parole chiave del periodo di programmazione 2007-2013 è la semplificazione, sia dal punto di vista procedurale che operativo, della politica di sviluppo rurale. Per porre fine alle difficoltà emerse nel corso del periodo di programmazione 2000-2006, dovute alla complessità del sistema di programmazione e finanziamento il regolamento (CE) n. 1698/2005 prevede la creazione di un Fondo Unico per lo sviluppo rurale, denominato FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale), che ha la missione di contribuire alla promozione dello sviluppo rurale sostenibile nell'insieme della comunità, in modo complementare alle politiche di sostegno dei mercati e dei redditi nell'ambito della politica agricola comune, nonché della politica di coesione e della politica comune della pesca.
Per quello che riguarda il tasso di partecipazione del Fondo alle spese pubbliche esso varia da un minimo del 20% ad un massimo dell'80% a seconda degli assi e delle zone:
| Descrizione assi | Obiettivo Convergenza | Altre Zone |
Asse 1 - Competitività |
75% | 50% |
Asse 2 - Ambiente |
80% | 55% |
Asse 3 - Qualità della vita e diversificazione |
75% | 50% |
Asse IV - LEADER |
89% | 55% |
| Il tasso minimo di partecipazione del Fondo a livello di asse è pari al 20% | ||
La Commissione procede a una ripartizione annua per Stato Membro sulla base di criteri oggettivi e tenendo conto di:
Una spesa cofinanziata dal FEASR non può essere cofinanziata con contributi dei fondi strutturali o di coesione o di altri strumenti finanziari comunitari. Un'operazione può essere finanziata a titolo di un solo asse del programma di sviluppo rurale. Se un'operazione si riferisce a misure appartenenti a più assi di intervento, la spesa è imputata all'asse predominante.
Per quello che riguarda l'ammissibilità delle spese, il regolamento del Consiglio fissa solamente alcuni paletti. Non sono ammissibili:
Una percentuale pari al massimo al 4% della dotazione di ogni PSR può essere destinata all'assistenza tecnica. In tale somma rientra anche il finanziamento della Rete Rurale Nazionale, mentre la Rete Rurale Europea sarà finanziata attingendo alla dotazione comunitaria riservata all'assistenza tecnica e pari allo 0,25% delle risorse FEASR.
Il regolamento (CE) n. 1698/2005 prevede la costituzione di una rete rurale nazionale per ogni Stato membro e di una rete rurale europea.
E' necessario, per attuare lo sviluppo rurale e per il settore agricolo all'interno di questo, che si realizzi la più ampia ed efficace integrazione finanziaria, di obiettivi e di azioni tra la politica di sviluppo rurale e le altre politiche comunitarie ed in particolare quella regionale e di coesione, puntando al raggiungimento delle priorità strategiche generali dell'Unione fissate a Lisbona e Goteborg.
Le aree rurali d'Europa devono essere oggetto di un'adeguata politica di coesione sapendo:
| Politica di coesione | Politica di sviluppo rurale | ||
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Per promuovere un’agricoltura territoriale è fondamentale mantenere e rafforzare la massima integrazione strategica, finanziaria e programmatica tra la politica di coesione e la politica di sviluppo rurale, non solo a livello di programmazione nazionale e regionale, ma soprattutto in termini operativi. L'integrazione non deve fermarsi sulla carta o a livello di complementarietà fra le politiche ma, al contrario, deve trasformarsi in qualcosa di realmente operativo.
Tale integrazione si deve esprimere innanzi tutto nel coordinamento temporale dei cicli di programmazione. Inoltre, l'integrazione va costruita e realizzata fra i vari fondi, e nello specifico tra i vari interventi, allo scopo di ampliare l'effetto leva rispetto alle azioni intraprese e alle risorse investite.
Si richiama l'attenzione sulle possibilità che la strategia comunitaria in materia di coesione economica e sociale è in grado di offrire anche al mondo agricolo e ai territori rurali per favorirne lo sviluppo sostenibile e coeso, coerentemente con le priorità generali dell'Unione. L'ambiente, l'innovazione, la crescita economica rappresentano, infatti, questioni di centrale importanza anche per l'agricoltura e per i territori rurali, che non possono prescindere da un'efficace politica che promuova le infrastrutture, i servizi, l'innovazione tecnologica, il rispetto dell'ambiente, allo scopo di creare un contesto vitale e attraente per le imprese e per gli abitanti delle aree rurali.
La sinergia tra i due strumenti deve essere garantita, in particolare al livello delle rispettive linee guida strategiche, dei quadri/piani strategici nazionali e dei programmi operativi.
L'approccio strategico e sinergico appare l'unica modalità per attuare politiche realmente efficaci e va perseguito attraverso un'azione di partenariato mirata, consapevole e forte, che si basi su una conoscenza della realtà territoriale e delle imprese approfondita e che punti a promuovere presso le amministrazioni incaricate della programmazione un modello di sviluppo sostenibile che valorizza il territorio e che è in grado di rispondere alle esigenze della società.